La macchina da scrivere

La scrittura è da sempre la mia passione, insieme alla lettura. Iniziai con la macchina da scrivere, un ricordo incancellabile. Il ticchettio  dei tasti mi permetteva di percepire la velocità delle mie dita e dei miei pensieri. Poi ogni capoverso era come una pausa, un istante di riposo per la mente. I tasti della macchina da scrivere dovevi premerli con forza, questo mi piaceva e percepivo che, attraverso i miei scritti, avrei lasciato traccia di me. Poi c’era la carta, tanta carta scritta e poi accartocciata con il suo crepitio ed il suo odore. La macchina da scrivere Olivetti è un mito per me e con lei i due imprenditori che hanno fatto decollare e l’Italia: Camillo e Adriano Olivetti. Camillo Olivetti ha fondato la prima azienda italiana di macchine da scrivere, che si distinse subito per l’attenzione alla tecnologia e all’innovazione e la cura del design. 

Il mio primo libro

Il mio primo libro fu una biografia: il racconto vero e appassionato di una vita speciale, conclusasi prematuramente.  Grazie per questo momentoracconta la storia di Vincenzo Cosco, allenatore di calcio scomparso prematuramente a causa di una malattia. Il noto allenatore si distinse per la tenacia nell’inseguire i propri sogni, attraverso il sudore e la formazione, divenendo leader indiscusso per me e per le numerose squadre che ha guidato verso la vittoria. La fermezza e l’energia di Cosco, nei confronti della vita e della malattia, rappresentarono una risorsa che ritrovai anni dopo nel mio bagaglio umano. Difatti, quando mi ritrovai a dover affrontare una grave malattia della pelle, avevo un esempio da imitare, un uomo che ha affrontato la malattia come una partita: da combattere fino all’ultimo goal.

Storia e politica

Fra i libri che leggo più spesso, ci sono senz’altro quelli storici e le biografie. Recentemente ho apprezzato Viteliú – Il Nome della Libertà’, Romanzo Storico di Nicola Mastronardi, ambientato nella mia terra, il Molise. Un capolavoro che descrive l’identità storica della prima Italia politica, quella che vide per l’ultima volta opposti Roma e i popoli italici, i Vitelios. Difatti “Viteliú” è il termine da cui derivò la parola latina Italia. E sono proprio gli italici i protagonisti di questo romanzo: i sanniti, i marsi, i peligni, i piceni, i valorosi dodici popoli dell’Appennino centrale che si unirono per costruire il loro sogno di libertà contro la prepotenza romana. Studiare e comprendere la storia degli esseri umani ci permette di orientare le nostre scelte nella giusta direzione, evitando errori che hanno fatto i nostri predecessori. Dalla mia passione per la storia, deriva dunque quella per la politica.

Giuseppe Formato

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