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Tutti gli articoli diGiuseppe Formato

Il Molise è al bivio: un vademecum per la campagna elettorale. Chi governerà non potrà prescindere dalle politiche giovanili

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Il Molise è al bivio. Ora o mai più. La legislatura regionale volge al termine, inizia la campagna elettorale, che, come di consueto, sarà caratterizzata da spot. I programmi elettorali sono sempre pieni di buoni propositi. È sempre stato così sin dalla notte dei tempi.

A prescindere da ciò che ci sentiremo dire da coloro che saranno i protagonisti in campo, però, ciò di cui non potrà fare a meno il Molise nei prossimi cinque anni saranno le politiche giovanili. Non a chiacchiere, ma a fatti.

Occorreranno piani di sviluppo tali da creare occupazione a tempo indeterminato per i più giovani, che sono sempre meno nella ventesima regione d’Italia. Cosa fare, dunque, per permettere alle nuove generazioni di poter restare nella terra natìa, evitando la nuova forma di emigrazione 3.0?

Chi governerà la Regione Molise dovrà investire su chi rappresenta il futuro, impegnandosi verso coloro che si affacciano per la prima volta nel mondo del lavoro.

Troppo spesso le politiche in favore dei giovani si trasformano in forme di iniziative che favoriscono più le aziende, che si ritrovano forza-lavoro a costo quasi zero per alcuni mesi, rispetto a coloro ai quali sono rivolte queste forme di occupazione temporanea, destinate a concludersi nel giro di pochi mesi. Quasi sempre senza opportunità di permanenza nell’azienda dove si è svolto il tirocinio o la forma di collaborazione, attivata dal bando pubblico.

L’attuale generazione è quella che ha avuto, rispetto ai padri, maggiori possibilità di studiare e concretizzare i propri interessi, col cosiddetto ‘pezzo di carta’. Il rovescio della medaglia, però, risiede nel fatto, che, rispetto ai propri genitori, per i figli ci sono state minori opportunità lavorative.

Colpa della crisi economica, colpa degli sprechi degli anni del boom economico, colpa dell’aumento dell’età pensionabile, colpa di politiche che hanno favorito sempre di più la generazione dei padri. A discapito di chi? Dei figli. Coloro che abituati al benessere inarrestabile di quando erano bambini, goduto in gran parte dai propri genitori. Quella prosperità oggi frenata, che avrà come conseguenza, per la prima volta dal Secondo dopoguerra, un peggioramento del tenore di vita degli under 40 rispetto alla generazione precedente.

Sarà indispensabile una nuova coscienza verso i più giovani, da coinvolgere maggiormente nelle decisioni importanti. D’altronde, il futuro non è, sicuramente, di chi tra qualche anno sarà in pensione, ma è dei giovani professionisti.

Il Molise avrà di fronte a sé cinque anni importanti: o cambia mentalità, puntando su chi è stato formato e messo all’angolo. Oppure, la regione nata nel 1963 sarà destinata a vedere crescere a dismisura l’età media dei suoi residenti. E più aumenterà l’età media, maggiori saranno le risorse che l’ente pubblico dovrà assicurare alle politiche sanitarie e sociali, a discapito di chi? Sempre dei più giovani. In sostanza, le nuove generazioni sono più colte, ma più povere rispetto ai decenni precedenti. E se quando chi governa oggi parla di bamboccioni è solo un modo per nascondere il danno che è stato fatto alla ‘famosa’ generazione degli anni ’80.

Promuovere e investire sulle politiche giovanili non significa la forma di assistenzialismo, cui troppo spesso gli italiani e i molisani sono abituati. Ma vuol dire anche creare le premesse, affinché le aziende, le multinazionali, trovino qualche motivo valido per investire in Molise. Come del resto è successo, quando nella ventesima regione d’Italia hanno investito le principali industrie italiane, dal settore avicolo, a quello tessile, passando per il mondo bieticolo-saccarifero, automobilistico e così via.

C’è stato un Molise vivo, anni durante i quali il fenomeno era immigratorio e non emigratorio. Si veniva in Molise per lavorare e per restare a vivere, non per andare via. E questa sarà la vera missione dei prossimi cinque anni di governo regionale. Spot elettorali a parte. Restituire al Molise l’appellativo di ‘piccola Svizzera’, una terra da invidiare e dove anche per i giovani ci potranno essere motivi (lavorativi) per restare. Fallito questo obiettivo, nel 2023 davvero il Molise non avrà più motivo di esistere. Come entità politica e come territorio.

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A Fossalto la Festa della maggiore età: al Teatro Alfieri protagonisti i ragazzi del 1998. Il Comune regala ai ragazzi il libro di Cosco

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A Fossalto si è festeggiata la festa della maggiore età, organizzata dall’amministrazione comunale del centro che ha dati i natali al poeta Eugenio Cirese.

Al Teatro Alfieri, colmo in ogni ordine di posti, insieme al sindaco Nicola Manocchio, il vice Saverio Nonno, il deus ex machina di un appuntamento volto a festeggiare, tutti insieme, i ragazzi di Fossalto nell’anno durante il quale hanno raggiunto la maggiore età.

Protagonisti, dunque, e presenti nella sala i ragazzi di Fossalto nati nel 1998: Claudia Canella, Cristina Caserio, Rosita Vergalito, Francesca Bagnoli, Francesco Guglielmi, Davide Guglielmet, Lorenzo Russo, Armando Brienza, Simone Brienza, Domenico Fratantuono, Daniele Bagnoli, Manuel Gallo e Gilda Cornacchione.

Ospite della serata il giornalista Giuseppe Formato, direttore responsabile della testata quotidiana online CBlive, che ha presentato ai ragazzi il suo libro ‘Grazie per questo momento. La storia di Vincenzo Cosco’, regalato dall’amministrazione comunale ai ragazzi di Fossalto che hanno raggiunto i 18 anni nel 2016.

Il giornalista di Campobasso ha raccontato la storia del compianto allenatore di calcio di Santa Croce di Magliano, un figlio del Molise che, con le sue forze, è arrivato nel calcio che conta. Un esempio per tutti i giovani molisani.

Alcuni passi della biografia sono stati letti dalla diciannovenne Ludovica Colangelo, collaboratrice di CBlive, che ha voluto indicare ai propri amici fossaltesi quali siano i messaggi da captare dal libro scritto da Formato.

“Sono soddisfatto della serata – ha affermato il vice-sindaco Saverio Nonno – un appuntamento fisso della nostra amministrazione comunale. Noi vogliamo ripartire dai giovani, provando a rivitalizzare la nostra cittadina. E questa simbolica festa vuole essere un segno di vicinanza dell’amministrazione verso i nostri ragazzi. Ringrazio il giornalista Giuseppe Formato per la sua disponibilità e per averci reso partecipe della sua iniziativa editoriale, raccontando la storia che ha narrato nel suo libro, che rappresenta un esempio per tutti i molisani che vogliono provare ad affermarsi nei rispettivi campi professionali”.

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Sport ed etica, l’orgoglio Maronea, la biografia di Cosco e il progetto ‘VinCo’ al centro di un dibattito a Montefalcone nel Sannio: a parlarne D’Angelo, Pietracupa e Formato

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È stato l’ultimo incontro del 2016. A Montefalcone nel Sannio, il giornalista Giuseppe Formato, direttore responsabile di CBlive, e il presidente della Fondazione Neuromed, Mario Pietracupa, insieme col sindaco Gigino D’Angelo, hanno presentato il libro ‘Grazie per questo momento. La storia di Vincenzo Cosco’ e il progetto ‘VinCo la partita della salute: Vincenzo Cosco continua ad allenare’, che approderà nella scuola del centro trignino la prossima primavera.

L’incontro, dal titolo ‘Sport ed etica: l’importanza del calcio sul territorio e l’orgoglio Maronea’, ha visto la partecipazione attiva anche di Nicola Sabetta, presidente della Maronea, l’allenatore del team rossoblù, Nicola Lallopizzi, ed Enrico Lattanzio.

“Ho sposato immediatamente l’idea di Giuseppe e Mario – le parole del sindaco Gigino D’Angeloe credo che in primavera col progetto legato all’iniziativa editoriale saremo nella scuola di Montefalcone nel Sannio. Voglio far capire agli studenti l’importanza del messaggio lanciato dal libro e dal progetto, spiegando ai nostri ragazzi quanto sia importante avere chi, sul territorio, si dedica l’intera giornata per provare a dare risposte a chi ha un problema serio. Quando ti scontri di fronte alla realtà, infatti, cambiano le giornate e il modo di agire e pensare. Io ho toccato con mano tutto ciò che fa la Neuromed, anzi ne approfitto per ringraziare il presidente Pietracupa, perché oggi grazie a questa struttura mio figlio è vivo. Non glielo avevo mai detto. Strutture che fanno ricerca vicino casa evitano i viaggi della speranza e ti permettono di curarti nel calore di casa”.

“L’abbinamento tra sport, medicina, Neuromed, Giuseppe, Mario, il libro e il progetto – il pensiero di D’Angelo ha creato un sistema orgoglio del nostro Molise. La Neuromed ha sposato l’iniziativa, perché vuole continuare a lavorare per dare risposte a chi vive un dramma, magari con l’auspicio che un domani si possa arrivare a evitare la malattia, prevenendola”.

Il sindaco Gigino D’Angelo è un grande appassionato di calcio ed è il primo tifoso della Maronea: “Abbiamo tolto i ragazzi dal bar e questo è il primo obiettivo associativo. Cosco ha interpretato l’idea del calcio come strumento di riscatto, perché metteva in campo passione e rabbia, le stesse caratteristiche che hanno contraddistinto per due volte la lotta al male. Nel giorno della presentazione del libro al Teatro Savoia ho capito che, nelle vita, vale la pena impegnarsi per uno scopo”.

“Sono felice di essere qui – ha esordito il presidente Mario Pietracupa – perché mi lega un’amicizia epidermica con il sindaco Gigino D’Angelo, una gran brava persona, al servizio della vostra comunità. Spesso mi chiama, ma mai per fatti suoi personali, sempre per problematiche dei suoi concittadini. Al giorno d’oggi, questo è il valore aggiunto di chi è chiamato ad amministrare a tutti i livelli”.

“L’orgoglio Maronea – ha spiegato Pietracupa – deve essere inteso come quello di essere molisani. Oggigiorno, tutti noi siamo chiamati a inventarci qualcosa di particolare, per continuare ad andare orgogliosi del nostro Molise. Io ho giocato a calcio negli anni ’70 e all’epoca disputavamo il campionato di Prima categoria campana e quell’esperienza mi è servita per farmi capire cosa significhi conoscere le persone sui campi da calcio. Lo sport crea legami duraturi”.

“Io – ha proseguito il presidente della Fondazione Neuromed – sono subentrato anni fa nel Campobasso, in serie C2, prendendo in mano una situazione drammatica. Mi sono sempre chiesto a cosa servisse avere una squadra, seppur nel professionismo, chiusa nello stadio di Selva Piana e nella città. Per fare un grande progetto serve essere presenti in tutti i centri del Molise e questa mia idea fu ripresa anni dopo da Cosco, il quale fu tra i pochi a capire quale fosse il problema che attanaglia il calcio in Molise. Senza sinergia non c’è crescita. E mister Cosco, tra le prime tappe, scelse proprio Montefalcone nel Sannio per creare questo clima di integrazione tra il capoluogo e le realtà più piccole, che sono quelle che formano il Molise. Mi compiaccio quando sento parlare della Maronea, un club che punta sulla scuola calcio e che in prima squadra dà spazio, innanzitutto, ai ragazzi della cittadina. E lo fa in una categoria, la Promozione, che inizia a essere competitiva e qualche rinforzo, nell’ottica dell’obiettivo stagionale da raggiungere, non guasterebbe assolutamente. Questo è l’orgoglio dei ragazzi e, più in generale, dei molisani. Io sono innamorato del Molise e sono consapevole che occorre fare qualcosa affinché i nostri ragazzi restino sul territorio a lavorare”.

“Il calcio – il pensiero di Pietracupa – consente di non far cadere i ragazzi nelle brutte tentazioni, ma anche di far fare loro sport, migliorandone la qualità della vita. Stesso obiettivo che ha la Neuromed. Il sindaco D’Angelo ci ha fatto i complimenti, ma credo che noi non facciamo nulla di eccezionale. Abbiamo creato una struttura di eccellenza di tutti e per tutti, perché, soprattutto in sanità in quanto occorre dare risposte immediate, non ha senso fare le cose a metà”.

“Il libro ha una finalità – le parole di Pietracupaperché Cosco voleva lasciare un segno, dopo quello già lasciato nello sport. L’etica, così come la ricerca, sono concetti astratti, che assumono concretezza con delle azioni degne di nota. Noi della Fondazione Neuromed e il giornalista Formato, per volere dello Special Wolf, abbiamo assunto il ruolo di veicolo per trasmettere il messaggio che avrebbe voluto far circolare il compianto allenatore di Santa Croce di Magliano. L’amico Giuseppe Formato – mi piace ricordare a ogni nostro incontro – è stato, in quest’occasione, un autore atipico, perché è rimasto nell’angolino superiore, rendendo protagonisti i personaggi del racconto. In genere, chi scrive è guidato dal proprio egocentrismo, mentre chi sfoglia le pagine di questo libro legge Vincenzo Cosco, del quale è rappresentato uno spaccato di vita di una persona particolare. Dopo aver letto il libro, anche chi non ha fatto in tempo a conoscere l’allenatore molisano ha l’impressione di averlo conosciuto quando era in vita”.

Pietracupa ha approfittato dell’occasione anche per parlare di sanità, sottolineando quello che potrebbe avvenire in un futuro non troppo remoto: “Rabbrividisco quando sento parlare che nei vecchi ospedali si vogliono costituire le Residenze Sanitarie Anziani. Immaginate voi gli anziani dei nostri paesi, abituati a star seduti davanti casa e parlare col vicino. Li condanneremo al carcere e a una sofferenza senza eguali, trasportandoli in una scatola di cemento, dove avrebbero come panorama soltanto il cortile. Immagino, invece, una RSA diffusa, con l’assistenza domiciliare. Daremo una maggiore qualità di vita ai nostri padri. Oggigiorno, in Molise, siamo in una fase post-industriale e occorre ingegnarsi per fare qualcosa di importante. La Neuromed ha creato una struttura con oltre duemila dipendenti e a me appassiona lavorare per loro, andando in giro per far capire che la ricerca è la nostra vita quotidiana. Il progetto legato alla biografia di Cosco è una battaglia contro la diffidenza, l’isolamento e la prevenzione, partendo da chi costituirà il futuro della società molisana: gli studenti delle nostre scuole. Noi abbiamo un obiettivo ambizioso, che non è solo curare, bensì quello di cercare di evitare che le persone si ammalino”.

A conclusione dell’interessante serata è intervenuto il giornalista Giuseppe Formato, anche moderatore del dibattito, il quale ha raccontato alcuni aneddoti di come è nato il libro, presentandone i suoi contenuti. L’autore di ‘Grazie per questo momento. La storia di Vincenzo Cosco’ (Edizioni Keplero), inoltre, ha tracciato il bilancio delle presentazioni del libro, che hanno visto il gruppo di lavoro girare il Centro-Sud, per lanciare il messaggio dello Special Wolf e del progetto ‘Vinco la partita della salute: Vincenzo Cosco continua ad allenare’.

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“Chi gioca lealmente è sempre vincitore”, a Bonefro un dibattito pubblico sullo sport onesto con gli esempi del podista Lalli e di mister Cosco, tramite la biografia (la galleria fotografica)

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“Chi gioca lealmente è sempre vincitore”, può sembrare una banalità, ma oggigiorno siamo chiamati a impartire ai più giovani una nuova cultura della legalità anche nel mondo sportivo.

È quanto emerso nell’interessante e partecipato dibattito di etica sportiva, tenutosi nel pomeriggio di domenica 27 novembre 2016, nella Sala consiliare del Comune di Bonefro.

L’incontro pubblico, organizzato dall’amministrazione comunale bonefrana, ha visto la partecipazione del giornalista e scrittore Giuseppe Formato, autore di “Grazie per questo momento. La storia di Vincenzo Cosco”, che ha moderato il dibattito, intervenendo sul tema, parlando dell’importanza del gioco leale che lo Special Wolf portava nello spogliatoio e su cui ha fondato tutta la sua carriera, e sottolineando quanto sia importante, in tal senso, il ruolo degli educatori nelle società sportive.

Sono intervenuti, in un dibattito aperto anche al pubblico, il sindaco di Bonefro, Nicola Montagano, e il consigliere comunale, delegato allo sport, Gianluigi Tavone, ai quali è toccato fare gli onori di casa.

Quest’ultimo, allenatore di calcio a 5, ha ringraziato mister Cosco “per i suoi suggerimenti e, tra questi, uno dei suoi motti: meglio una sconfitta pulita che una vittoria sporca”.

Hanno apportato il proprio contributo e la propria esperienza personale il presidente della Fondazione Neuromed, Mario Pietracupa, che ha sottolineato come, dall’esempio di Vincenzo Cosco di pensare agli altri nel momento più difficile della sua vita, debba partire una nuova coscienza legata all’importanza della prevenzione e della ricerca scientifica, alla quale tutti siamo chiamati a dare il proprio contributo, al fine di permettere agli scienziati di lavorare al massimo delle proprie potenzialità. E, in tal senso, l’Italia ha tanto da dare, viste le grandi professionalità del Belpaese, nel campo medico scientifico. Pietracupa ha sottolineato l’importanza di puntare sui più giovani nello sport, così come nella società attuale.

Tra gli interventi anche quello del consigliere regionale, delegato allo sport, Carmelo Parpiglia, il quale ha portato la sua esperienza di ex calciatore professionista e politico, e di Silvana Marinaro, moglie di Vincenzo Cosco.

L’amministrazione comunale di Bonefro, inoltre, ha omaggiato il campione azzurro dell’atletica leggera, Andrea Lalli, del quale sono state ricordate le sue origini bonefrane.

Lalli ha sottolineato il suo impegno per arrivare ai massimi livelli sportivi, fondato sul lavoro quotidiano “a pane e acqua”, contrapposto a chi fa utilizzo della chimica illegale per migliorare le proprie performance sportive.

Il campione europeo di cross ha ricordato l’episodio che portò 24 atleti azzurri essere indagati di doping e della sua battaglia legale, che ne ha riconosciuto la sua onestà.

“All’uscita della notizia – le parole del campione della nazionale italiana di atletica leggera – tanti gli avvoltoi. All’assoluzione di una vicenda assurda, ovviamente, nessun clamore, come meritavamo. Ma va bene anche così. Ora ho un sogno: partecipare alle Olimpiadi nel 2020. E spero di poterci arrivare anche grazie all’affetto e all’apporto morale di tutto il nostro bellissimo Molise”. E a quest’annuncio l’applauso scrosciante, in segno di incoraggiamento e buon augurio, del pubblico bonefrano.

L’incontro è stato anche occasione per mostrare un lucente trofeo, quello vinto dal Bonefro Calcio a 5 di mister Gianluigi Tavone: la ‘Coppa Lealtà nello Sport’, consegnata dalla Figc/Lnd Molise durante la “Festa del calcio molisano 2016”.

Presenti per questa importante parentesi della serata Pasqualino Raimondo, in rappresentanza della Figc/Lnd Molise, e Luigi Lalli, presidente del Bonefro Calcio a 5, soddisfatto per questo traguardo raggiunto al termine di una stagione condotta sempre ai massimi livelli, con i playoff centrati in campionato e il raggiungimento della finale di Coppa Italia.

“Un incontro che è andato al di là – ha chiosato il sindaco Nicola Montaganodi ogni più rosea aspettativa, sia per i contenuti sia per la partecipazione. Non resterà un evento isolato, perché l’amministrazione comunale organizzerà periodicamente questi momenti di condivisione collettiva, aperti a tutti i cittadini, che devono essere i protagonisti di questi incontri di confronto”.

Le fotografie dell’incontro (gli scatti sono dell’Ufficio Stampa Neuromed e di Egidio Cicoria)

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VinCo la partita della salute, prende il via il progetto legato alla biografia di Vincenzo Cosco, scritta da Giuseppe Formato, che insegna la prevenzione con il

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Parte da Santa Croce di Magliano il progetto di prevenzione VinCo la partita della salute – Vincenzo Cosco continua ad allenare, promosso dalla Fondazione Neuromed e dall’Ufficio Scolastico Regionale.

L’iniziativa, sostenuta con i proventi della vendita del libro sulla vita dell’allenatore molisano “Grazie per questo momento. La storia di Vincenzo Cosco” e scritto dal giornalista Giuseppe Formato, è stata presentata nella sala conferenze del Liceo Scientifico dell’Istituto Omnicomprensivo di Santa Croce di Magliano.

Accolti dalla dirigente scolastica, Giovanna Fantetti, l’incontro ha visto la presenza del Presidente della Fondazione Neuromed, Mario Pietracupa; della dirigente dell’Ufficio Scolastico Regionale, Anna Paola Sabatini; della moglie di Cosco, Silvana, ambasciatrice del progetto; di Giuseppe Formato, giornalista e autore del libro, e di Francesca De Lucia del Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’I.R.C.C.S. Neuromed.

Esposti ai ragazzi, attenti protagonisti, gli obiettivi di VinCo che, grazie all’eredità morale lasciata da Vincenzo Cosco, mira a far nascere nei giovani la consapevolezza del proprio stato di salute tramite l’approccio alternativo del “Learning by playing”.

Il progetto, elaborato dal Dipartimento di Epidemiologia e Prevenzione dell’I.R.C.C.S. Neuromed, si esprimerà in due fasi: un gioco a quiz intitolato “Ok La risposta è giusta” in cui i ragazzi, divisi in due squadre, saranno impegnati in una gara che consiste nel rispondere a domande su alimentazione e salute, alternate a domande di cultura generale. Uno stimolo all’apprendimento tramite la sana competizione e il gioco.

La seconda fase sarà rappresentata dall’elaborazione dei dati acquisiti. Questo compito spetterà agli studenti dei percorsi di “Alternanza Scuola-Lavoro” nell’ambito delle attività legate all’epidemiologia, la prevenzione e la nutrizione.

Il progetto VinCo è una proposta nuova che combina la tutela della salute con il piacere del gioco. Il tutto finalizzato al mantenimento dei corretti stili di vita già in atto tra i giovani e al cambiamento di abitudini non salutari. Un enorme valore per i singoli ma anche per l’intera comunità.

Avevamo preso un impegno, quello di partire con il progetto VinCo proprio dalla città di Vincenzo, e l’abbiamo mantenuto. – ha detto Mario Pietracupa – Abbiamo trovato una scolaresca disponibilissima e ancor di più siamo convinti di aver intrapreso la strada giusta. Sarà un progetto pilota questo di Santa Croce che esporteremo nelle altre scuole molisane e non. Siamo sempre più convinti che il modello Molise sia un modello da ripetere, da imitare e da esportare”.

VinCo è un progetto che vuole promuovere l’educazione alla salute in maniera completa, dall’alimentazione all’attività fisica. Intendendo come salute non solo l’assenza di patologie ma anche un benessere psico-fisico che va a condizionare lo sviluppo della persona. – ha detto Anna Paola Sabatini – Incidere sulle abitudini di ragazzi così giovani è una garanzia di riuscita del progetto da cui noi ci aspettiamo molto. Già oggi i nostri ragazzi ci hanno dato un’ampia dimostrazione di quanto di positivo c’è in questa iniziativa che parte dall’esperienza di vita di Vincenzo Cosco”.

Andare ad incidere sullo stato di salute di una popolazione giovanile consente di sottolineare – attraverso il progetto VinCo – il ruolo della corretta alimentazione abbinata all’attività fisica come uno dei principali fattori di prevenzione dell’obesità infantile e giovanile nonché delle patologie cardiovascolari e dei tumori. L’ambiente e il momento ideale per poter incidere sulle abitudini e gli stili di vita sono gli anni della scuola primaria. Vi è poi l’adolescenza, età in cui si consolidano le sane abitudini. Un momento questo cruciale in cui gran parte degli stili di vita, in particolare l’attività fisica insieme alle corrette abitudini alimentari, vanno ad incidere significativamente sullo sviluppo della persona. La prevenzione condotta nei primi anni di vita ha un peso determinante sul benessere fisico e psichico-adolescenziale andando a condizionare anche lo stato di salute degli anni futuri.

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Il ritorno dello Special Wolf a Vasto alla vigilia del match tra aragonesi e Campobasso. A Palazzo D

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La partita Vastese – Campobasso è iniziata alla vigilia dell’incontro a Palazzo D’Avalos, dove nel pomeriggio di sabato 15 ottobre 2016 è stato presentato anche a Vasto il libro “Grazie per questo momento. La storia di Vincenzo Cosco” (Edizioni Keplero), scritto dal giornalista Giuseppe Formato.

Il tour di presentazione ha toccato anche Vasto alla vigilia del match tra due squadre tra le cui fila lo Special Wolf ha giocato e allenato in periodi abbastanza floridi della sua carriera, sia di calciatore che di allenatore.

Nella splendida cornice della pinacoteca di Palazzo D’Avalos a fare gli onori di casa sono stati il sindaco di Vasto, Francesco Menna, e l’assessore Luigi Marcello e il consigliere comunale Alessandro D’Elisa.

Presenti all’incontro, oltre all’autore Giuseppe Formato e alla famiglia dell’allenatore di Santa Croce di Magliano, anche il presidente della Figc/Lnd Molise, Piero Di Cristinzi, che sta seguendo l’evolversi del progetto editoriale legato al progetto ‘VinCo la partita della salute: Vincenzo Cosco continua ad allenare’, che sarà attivato dalla Fondazione Neuromed, rappresentata per l’occasione dalla giornalista Caterina Gianfrancesco dell’ufficio comunicazione.

Presenti anche i protagonisti di Vastese e Campobasso. Per i biancorossi sono intervenuti, ricordando il compianto allenatore molisano, il direttore sportivo Pino De Filippis, e il preparatore atletico Roberto Barrea, mentre per i lupi non ha fatto mancare la sua presenza il presidente Giulio Perrucci. Tra il numeroso pubblico anche il vice-capitano biancorosso Cosimo Cosenza, il difensore e responsabile del settore giovanile del Raiano, Gabriele Murazzo, e lo statistico del calcio, Alessandro Lancellotti, arrivato per l’occasione direttamente da Vicenza.

A moderare l’evento, il responsabile dell’area marketing e comunicazione della Vastese, Michele Cappa.

In sala tantissimi ricordi e aneddoti legati a Vincenzo Cosco e la lettura, da parte di Pina Petta, di alcuni brani della biografia scritta da Giuseppe Formato, insieme alla proiezione di alcuni video, attraverso i quali i presenti hanno potuto riascoltare la voce inconfondibile dello Special Wolf.

A fine serata, gli applausi di coloro che hanno affollato la pinacoteca di Palazzo D’Avalos, così come accadeva quando mister Cosco usciva dai campi dopo una partita.

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Prosegue il tour di presentazione del libro dedicato a Vincenzo Cosco: a Cercemaggiore lo Special Wolf

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Prosegue il tour di divulgazione del libro “Grazie per questo momento. La storia di Vincenzo Cosco” e di conoscenza in ogni angolo d’Italia della figura del compianto allenatore di Santa Croce di Magliano.

Il Convento di Santa Maria della Libera di Cercemaggiore ha ospitato l’autore del libro, che racconta la storia umana e sportiva dell’ex trainer, tra le altre, di Campobasso, Termoli, Bojano, Torres, Matera, Val di Sangro, Pro Patria e Gela.

Insieme al giornalista di Campobasso c’erano il parroco Padre Pippo, il sindaco di Cercemaggiore, Vincenza Testa, l’assessore allo sport Danilo Calabrese e Stefano Maggiani, quest’ultimo legale esperto di diritto sportivo.

“Cosco era uno sportivo credente – le parole di Padre Pippo – e la fede, come lo sport, sono una palestra di vita. L’allenatore molisano si è distinto per la sua onestà e per essersi allenato spiritualmente, preparandosi al trapasso in maniera dignitosa. Il suo è stato un insegnamento importante per tutti noi”.

“Siamo lieti di ospitare questa presentazione nella nostra comunità e in questo luogo fantastico – ha affermato l’allenatore Peppe D’Uva – perché Vincenzo Cosco appena due anni fa è stato nostro ospite, alla festa dell’Apd Cercemaggiore, per ritirare il premio che il club volle tributargli per aver vinto il campionato di serie D con il Matera. Quel riconoscimento, oggi, a distanza di ventiquattro mesi, rappresenta un motivo di orgoglio per la nostra cittadina”.

“Voglio rimarcare il fine benefico di questa iniziativa – l’intervento di Stefano Maggiani, avvocato con la passione del calcio – perché non è mai troppo quello che si fa per contribuire per sensibilizzare la popolazione in materia di ricerca scientifica e prevenzione. Sto seguendo con piacere questo tour perché Vincenzo Cosco rappresenta quello che tutti i molisani dovrebbero fare, ovvero studiare per emergere nel proprio lavoro, mettendo in campo professionalità e organizzazione”.

“Siamo lieti di ospitare la presentazione del libro che parla di mister Vincenzo Cosco – l’intervento dell’assessore allo sport del Comune di Cercemaggiore, Danilo Calabrese – perché abbiamo avuto modo di ascoltare questo esempio di vita nelle ultime settimane e, così, abbiamo pensato di offrire ai nostri concittadini la possibilità di conoscerlo più da vicino, grazie il libro scritto da Giuseppe Formato. Lo sport e il calcio sono fenomeni aggreganti nelle varie comunità, quindi non possiamo far altro che prendere esempio da Cosco per fare in modo che i nostri centri diano ai ragazzi la possibilità di poter sognare dietro un pallone e su un campo da calcio”.

Particolarmente commossa il sindaco Vincenza Testa, intervenuta alla fine del vernissage e che ha sottolineato: “La ricerca per me è stata importante e, per questo motivo, so di quello che si parla quando si sensibilizza la popolazione su questi temi. Ho ascoltato con piacere questa storia, pur non essendo un’appassionata di calcio, ma devo dire che, ascoltando i brani e vedendo i video che hanno dato la parola a Cosco, sono contenta di aver conosciuto quest’uomo, il cui esempio va seguito giovani che si avvicinano alla vita e allo sport”.

“Stiamo portando avanti, insieme all’editore Gisberto Manes, al presidente della Fondazione Neuromed, Mario Pietracupa, e ad alcuni amici, questa iniziativa che mira a far conoscere la storia dello Special Wolf, col suo esempio di vita, in giro per l’Italia – le affermazioni del giornalista Giuseppe Formato, autore di “Grazie per questo momento. La storia di Vincenzo Cosco” – Stiamo raggiungendo l’obiettivo che si era posto mister Cosco, ovvero quello di diventare immortale, legando la sua immagine a un progetto destinato a durare nel tempo e a servizio delle generazioni future”.

Il tour di presentazione del libro “Grazie per questo momento. La storia di Vincenzo Cosco” non si ferma e giovedì 23 maggio 2016 sarà la volta di Matera, dove lo Special Wolf ha allenato, vincendo il campionato di serie D, nella stagione 2013/2014. L’appuntamento è in programma alla Caffetteria del Circo in via Sallustio alle ore 18,30.

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Lo Special Wolf, in occasione della festività di Sant’Antonio, torna a Santa Croce di Magliano con la presentazione del libro “Grazie per questo momento. La storia di Vincenzo Cosco”

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Commozione ed emozione: Commozione ed emozione: con questi sentimenti la comunità di Santa Croce di Magliano ha ricordato il suo illustre cittadino, Vincenzo Cosco, nella serata di sabato 11 giugno 2016.

L’auditorium del Liceo Scientifico “Raffaele Capriglione”, infatti, ha ospitato la presentazione del libro “Grazie per questo momento. La storia di Vincenzo Cosco”, scritto dal giornalista Giuseppe Formato, distribuito dalla Keplero Edizioni e con prefazione del giornalista Xavier Jacobelli, direttore editoriale di corrieredellosport.it.

La storia dello Special Wolf è stata accolta con entusiasmo dai cittadini di Santa Croce di Magliano, che hanno riempito l’auditorium della scuola in occasione dell’evento organizzato dal sindaco Donato D’Ambrosio e dall’assessore allo Sport e alla Cultura, Nicolangelo Licursi.

“È stata scelta una scuola – ha sottolineato il giovane primo cittadino santacrocese – perché l’iniziativa legata alla biografia del nostro illustre cittadino, da quello che hanno spiegato i protagonisti, approderà negli istituti scolastici, grazie alla collaborazione tra la Fondazione Neuromed e la Direzione Scolastica Regionale per il Molise. E ci è sembrato giusto scegliere come location, nella città del mister, proprio la scuola, luogo in cui chi sta lavorando a questa iniziativa insegnerà ai ragazzi la cultura della prevenzione in campo medico e scientifico. Il libro di Giuseppe Formato e l’intitolazione dello stadio sono iniziative che stanno contribuendo a rendere immortale mister Vincenzo Cosco e tutti noi siamo felici di rendere omaggio all’allenatore che ha rappresentato Santa Croce di Magliano e il Molise, per tanti anni, in lungo e in largo per l’Italia”.

“Il progetto ‘VinCo’ – le parole del presidente della Fondazione Neuromed, Mario Pietracupa – vuole essere di ampio respiro e ricordare la figura di Vincenzo Cosco con un messaggio di continuità. Oggi che siamo in una fase di razionalità, superando le emozioni che il ricordo di Vincenzo fa nascere in noi, vogliamo andare oltre i messaggi eclatanti e affrontare questo compito nel migliore dei modi. La Fondazione Neuromed porterà il progetto ‘VinCo’ in tutto il Molise, partendo da Santa Croce di Magliano. Così come Vincenzo Cosco in un momento particolare della sua vita ha pensato agli altri, noi dobbiamo pensare al futuro e ai nostri giovani elaborando insieme a loro la cultura della prevenzione. Partiremo da Santa Croce di Magliano, come detto, perché sentiamo di dover dare anche un doveroso messaggio di sensibilizzazione e di riconoscenza nei confronti di Vincenzo, proprio per il testamento morale che ci ha lasciato: progettare guardando al di là della nostra vita. Vincenzo ci è riuscito e noi continueremo sul suo solco”.

La proiezione di alcuni video di mister Cosco e la lettura di alcuni brani del libro da parte della giornalista della Rai, Pina Petta, che per un quarto di secolo è entrata nelle case dei molisani, hanno intervallato gli interventi dei relatori, i quali hanno ricordato la figura dello Special Wolf molisano, raccontandone aneddoti e storie di tutti i giorni.

L’assessore Nicolangelo Licursi ha ricordato la sua esperienza alla Turris, allorquando Vincenzo iniziò ad allenare, ottenendo immediatamente ottimi risultati. “Ho visto crescere Vincenzo come calciatore, allenatore e uomo – ha ricordato Licursi – e ogni volta che guardo dall’alto il campo sportivo di Santa Croce di Magliano, che da sabato 4 giugno 2016 porta il suo nome, rivedo la sua immagine, energica e determinata, correre in lungo e in largo per il campo. Sono certo che lui viva ancora in quel campo e non posso non sottolineare quanto sia bello vedere dall’alto impresso sopra la tribuna il suo nome”.

Stefano Maggiani, avvocato campobassano, ha ricordato il suo trascorso calcistico, che lo ha visto incrociarsi, giovanissimo, con quello di Cosco, definendo l’opera dell’allenatore “importante per fungere da sprone ed esempio per tutti i molisani. Vincenzo amava migliorarsi per raggiungere gli obiettivi più importanti – le parole del legale con la passione per il calcio – ed è quello che dovrebbero fare tutti i molisani, perché spesso ci piangiamo addosso senza far nulla per provare a emergere. La circostanza che Cosco sia riuscito a diventare qualcuno nel mondo del calcio, partendo da Santa Croce di Magliano, centro dell’entroterra molisano, vuol dire che, con l’impegno e la dedizione, tutti noi molisani possiamo ambire a uscire dai confini regionali per affermarci sul territorio nazionale”.

Il santacrocese Gianluigi Trasmundi ha ricordato l’entusiasmo di Cosco quando, nel 2013, gli chiese se l’allenatore volesse intraprendere un progetto con l’Inter Club di Santa Croce di Magliano, denominato “Giornata Nerazzurra”, un convegno dal tema sempre diverso, da svolgersi ogni anno l’11 luglio, data scelta proprio dallo Special Wolf, periodo immediatamente precedente ai ritiri estivi delle squadre di calcio.

L’autore del libro, Giuseppe Formato, ha parlato a lungo del suo amico Vincenzo Cosco, sottolineandone i pregi e, soprattutto, la tenacia, che ha contraddistinto la sua carriera calcistica e la sua doppia lotta al tumore.
“Vincenzo mi ha insegnato a combattere sempre e comunque – ha affermato il giornalista di Campobasso nel suo lungo discorso alla platea santacrocese – anche nelle circostanze più avverse. Così come sul campo da calcio si deve lottare su ogni pallone, nella vita e nel lavoro non si deve mai abbassare la guardia. Studiare per migliorarsi e ambire ai risultati più importanti: questa era la filosofia di vita di mister Cosco. Posto un traguardo, bisogna provare a raggiungerlo per non avere il rammarico di non aver nemmeno tentato di raggiungerlo. Vincenzo era tutto ciò – ha proseguito Formato – oltre che essere una persona attaccata alla sua famiglia. Era un generoso e lo ha dimostrato fino all’ultimo secondo della sua vita. Ho capito, successivamente, mentre scrivevo il libro perché lui avesse voluto legare la biografia a un progetto di ricerca e prevenzione. Lo ha fatto per lasciare una traccia indelebile del suo passaggio e lo ha fatto per i suoi figli, per provare a regalar loro un futuro migliore. E per il mister i suoi figli erano Gaia e Luigi, ma anche tutti quei ragazzi che lui aveva allenato e che vedevano in Cosco un secondo padre. Il libro, in alcuni suoi passaggi, è forte. Non poteva che essere così, perché alcuni capitolo rendono bene l’idea di quanto sia stato forte e tenace il mister, soprattutto nei momenti più difficili della sua carriera calcistica e della sua vita, superati anche grazie alla forte fede in San Pio, il frate di Pietrelcina che, secondo lo Special Wolf, gli è stato vicino per tutta la sua breve, ma intensa, esistenza”.

Ha partecipato all’evento anche lo studente di Cerro al Volturno, Luca Colantuono, che insieme a Marika Biondelli, ha vinto il concorso letterario dedicato a Cosco, organizzato dall’Aiac Molise, dal tema “L’uomo che combatte non perde mai”. All’alunno dell’ISIS “Majorana – Fascitelli”, insieme alla visita al Centro Tecnico Federale di Coverciano, come premio è stato donato anche il libro “Grazie per questo momento. La storia di Vincenzo Cosco”.

La galleria fotografica della presentazione del libro “Grazie per questo momento. La storia di Vincenzo Cosco” a Santa Croce di Magliano

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Una giornata all’insegna del calcio, del sociale, della cultura e del ricordo del compianto allenatore Vincenzo Cosco: ad Andria presentata la biografia dello Special Wolf

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Una giornata all’insegna del calcio, dell’integrazione sociale, della cultura e del ricordo del compianto allenatore Vincenzo Cosco. Può essere riassunta così la giornata del 2 giugno 2016, vissuta all’oratorio Sant’Annibale Maria di Francia di Andria, dove è stato presentato il libro “Grazie per questo momento. La storia di Vincenzo Cosco”, scritto dal giornalista Giuseppe Formato ed edito da Edizioni Keplero.

Il campo dell’oratorio, costruito e diretto da don Riccardo Agresti, è stato scenario sin dal primo pomeriggio di un quadrangolare di calcio, che ha visto la partecipazione di due squadre della scuola calcio Virtus Bojano, la città dove Cosco ha vinto il suo primo campionato da allenatore, della Nuova Andria e della scuola calcio Icaro. A pochi chilometri dall’oratorio, invece, al Centro Sportivo “Ponte Lama” di Trani, gli allievi e i giovanissimi della Virtus Bojano hanno sfidato i pari-età della Fidelis Andria, squadra di Lega Pro e, dunque, team che prendono parte al campionato nazionale di categoria.

In serata la presentazione del libro che racconta la storia calcistica e umana dello Special Wolf, alla presenza di alcuni ex calciatori di Cosco. Tra questi, l’ex Bojano, Nicola Lanotte, e l’ex Andria e Termoli, Ciccio Larosa.

Sono intervenuti alla tappa di Andria nella serata scandita dalle parole di don Riccardo Agresti, oltre all’autore Giuseppe Formato, anche il presidente della Fondazione Neuromed, Mario Pietracupa, struttura chiamata ad attivare il progetto di prevenzione “VinCo la partita della salute: Vincenzo Cosco continua ad allenare”, e la giornalista Pina Petta, che nel tour sta emozionando le platee leggendo i brani del libro, con la sua voce che per un quarto di secolo è entrata nelle case dei molisani da speaker Rai.

L’autore Giuseppe Formato ha ricordato alcuni aneddoti di mister Vincenzo Cosco, sottolineando come nel libro sia narrata la storia umana dello Special Wolf, insieme a quella calcistica. “Il libro sta piacendo – le parole del giornalista di Campobassoe stiamo raggiungendo l’obiettivo di rendere immortale Vincenzo. Nelle ultime settimane di vita aveva un sogno: quello di entrare nelle case di chi lo aveva conosciuto e di chi non aveva avuto la fortuna di incontrarlo, affinché la sua traccia sul mondo terreno potesse restare impressa indelebilmente. Sto notando la passione che trasmette il libro e il mio grazie va a tutti coloro che lo stanno acquistando. Oltre a conoscere la storia di Cosco, tutti i lettori stanno contribuendo a un progetto umanitario, affidato ai bravi professionisti della Fondazione Neuromed. Sarà anche una goccia nell’oceano, ma se tutti ci attivassimo in tal senso, potremo consegnare alle future generazioni un mondo migliore. E, anche sotto questo profilo, Cosco è stato lungimirante. La sua sagacia – ha sottolineato Formatosi è evidenziata nel periodo più difficile della sua vita. Un pensiero – ha chiosato Giuseppe Formato – va all’editore Gisberto Manes, che mi auguro possa aggregarsi il prima possibile alla squadra che sta portando Vincenzo Cosco in giro per il Belpaese”.

La lezione di don Riccardo Agresti ha entusiasmato ed emozionato i presenti, sottolineando “l’opera calcistica di Cosco, che pensava soprattutto a chi, nel gruppo, dava tutto se stesso, sacrificandosi quotidianamente, lavorando sodo e rispettando i compagni e i tifosi”.

Il presidente della Fondazione Neuromed, Mario Pietracupa, ha consegnato a don Riccardo Agresti, a margine della presentazione, una medaglia di bronzo, raffigurante il logo della Neuromed. L’ex presidente del Consiglio regionale del Molise ha letto anche un passo del testo, quello in cui Cosco afferma: “La vita è il dono più bello che ognuno di noi possa ricevere. Dovremmo ringraziare ogni giorno chi ci permette di percorrere questo magnifico viaggio nel mondo terreno. La vita è un dono e, come tale, va vissuta al massimo. Non possiamo fermarci. Ognuno di noi è chiamato a una missione. La mia, forse, è stata quella di lasciare un segno nello sport, prendendomi cura di tanti ragazzi, soprattutto di coloro che alle spalle non avevano nessuno o di chi stava attraversando un momento di difficoltà”.

Pietracupa ha, poi, rivolto un pensiero a don Riccardo Agresti, anticipando una iniziativa che vedrà la Fondazione Neuromed protagonista ad Andria: “Con la sua costante presenza, don Riccardo dedica tutto il suo tempo agli umili e agli emarginati, a tutti coloro che hanno bisogno di un supporto spirituale e materiale. Grazie a don Riccardo la parrocchia di Via Alpi ha un oratorio per i ragazzi del quartiere. Un uomo, un prete, una guida sempre a contatto con la gente, che intercetta quelli che sono gli obiettivi e i valori delle attività della Fondazione Neuromed tanto da voler condividere con lui un progetto dedicato al territorio. Coerentemente con VinCo – ha concluso Pietracupaabbiamo deciso di promuovere una iniziativa di prevenzione e divulgazione scientifica in parrocchia che possa essere di supporto a tutti coloro che grazie a don Riccardo trovano risposte ai veri problemi della vita”.

La prefazione di “Grazie per questo momento. La storia di Vincenzo Cosco” è stata firmata dal giornalista Xavier Jacobelli, direttore editoriale di www.corrieredellosport.it, mentre un contributo è stato fornito dall’ex ct dell’Under 21, Devis Mangia.

Le prossime tappe di presentazione del libro saranno l’11 giugno a Santa Croce di Magliano, il 18 a Cercemaggiore e il 23 giugno a Matera, la città lucana dove Cosco ha vinto il suo ultimo campionato, esattamente un anno prima di lasciare il mondo terreno.

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A un anno dalla scomparsa Vincenzo Cosco continua ad allenare, perché “l’uomo che combatte non perde mai”

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Non un minuto di silenzio ma un lungo applauso. Quasi interminabile “dedicato a chi amava la folla”, quello con cui si apre, nel Teatro Savoia di Campobasso, a un anno esatto dalla sua prematura scomparsa, la presentazione della biografia di Vincenzo Cosco, l’allenatore di Santa Croce di Magliano stroncato a soli 51 anni da un tumore.

‘Grazie per questo momento – L’uomo che combatte non perde mai’ il titolo del libro scritto dal giornalista Giuseppe Formato che accoglie alcune tra le ultime volontà dello Special Wolf, ovvero quella di essere ricordato dai suoi tanti amici e tifosi in un testo che raccontasse la storia di un allenatore partito dalla polvere dei campi regionali e arrivato ad allenare fino in serie C, con l’opportunità, nella stagione che ne ha sancito il ritiro per curarsi dal tumore, di poter salire ancora di categoria. Il tutto con un fine importante: devolvere il ricavato del libro alla Fondazione Neuromed per il “Progetto VinCo. La partita della salute: Vincenzo Cosco continua ad allenare”.

Dopo i saluti istituzionali, sono le parole della moglie Silvana a commuovere la platea. “Vincenzo – dice – ha affrontato tutto con grinta e determinazione. Mi ha onorato quando era in vita, mi ha insegnato a lottare, a non arrendermi mai. Ed è quello che continuerò a fare. Per lui, per i miei figli, per me”. Poi il ricordo di quanto Vincenzo avesse nel cuore tutti i tifosi, “in modo particolare – confessa – quelli rossoblù”.

Un insegnamento, quello dell’allenatore di Santa Croce di Magliano, rinnovato in una serie di modi di dire che contraddistinguono ancora oggi la sua figura che più che mai prende forma dal palco del Savoia nelle parole di Giuseppe Formato, che lo definisce “un amico, un fratello”. Lo stesso con il quale è nata l’idea di questo libro che oggi gli dedica. “Vincenzo – dice con la voce che tradisce emozione – mi ha insegnato che volere è potere. Mi ha sempre spronato a vivere la vita al massimo. Mi ha sempre insegnato che non bisogna mai farsi sopraffare da nessuno: il forte esiste solo perchè esiste il debole”.

Un vero e proprio modello di vita che è stato fatto proprio anche dall’editore Gisberto Manes, della Edizioni Keplero, che ha raccontato ai presenti come ha voluto sin da subito sposare il progetto. “Progetto VinCo. La partita della salute: Vincenzo Cosco continua ad allenare” il nome dell’iniziativa che sarà finanziata con i ricavi del libro dalla Fondazione Neuromed grazie alla quale la prevenzione approderà nelle scuole del Molise, partendo proprio da Santa Croce di Magliano, come ha specificato il presidente Mario Pietracupa che ha parlato di “una grande responsabilità”.

“Quando ho saputo della malattia di Vincenzo le parole di Pietracupa – avevo perso mia moglie da un mese. La sua telefonata mi ha scosso profondamente, ma mi ha anche permesso di farmi uscire dal torpore e darmi il coraggio di poter capire dove alle volte bisogna fermarsi per rispettare la dignità delle persone”.

A ricordare come l’intero paese abbia sempre seguito le imprese calcistiche di Vincenzo è stato poi il sindaco di Santa Croce di Magliano, Donato D’Ambrosio, che ha parlato di “un esempio da seguire” divenuto oggi “immortale” anche grazie al volume che racconta la sua storia.

Ci sono poi i ricordi del cugino dello spacil Wolf, Vincenzo Colombo attualmente nello staff tecnico della Lazio, dell’attaccante Riccardo Innocenti, così come quelli del padre spirituale che Cosco ebbe all’Andria calcio, don Riccardo Agresti che si appella alle istituzioni affinché possano essere vicine alla famiglia del compianto allenatore.

A illustrare nel dettaglio il progetto VinCo è poi il professor Giovanni De Gaetano che fa sapere come tale iniziativa prevede una partecipazione attiva degli studenti. “Lo scopo non è la mera trasmissione delle conoscenze – dice De Gaetano – ma la scoperta empirica, da parte dei discenti stessi, del perché sia così importante la prevenzione. Gli allievi impareranno a misurare il peso e l’altezza, a tenere conto delle variabili e a effettuare anche un’analisi statistica dei dati”.

Soddisfatta anche la direttrice dell’Ufficio Scolastico Regionale, Anna Paola Sabatini, per la quale “raccogliere il messaggio che ha lasciato Vincenzo rappresenta un’opportunità di crescita verso i nostri ragazzi”.

Tra un intervento e un altro le pagine dell’autore trovano voce nella giornalista Pina Petta e commuovono i presenti in un ricordo divenuto ormai indelebile. Dalla lettera con cui Vincenzo annunciava la sua malattia, al racconto dell’amico Giuseppe dei giorni difficili che l’allenatore molisano ha dovuto affrontare pur non perdendo mai il sorriso e l’ironia, il ricordo dello Spacial Wolf passa poi direttamente per la sua di voce nei video che vengono proiettati. E Vincenzo è lì pronto, ancora una volta, per continuare ad allenare.

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